Caritas Diocesana Teramo-Atri

La Caritas Diocesana di Teramo-Atri nasce nell'anno pastorale 1974-1975, sotto la direzione di Don Ivo D'Ottavio, nominato dall'allora Vescovo Monsignor Abele Conigli.

Tre anni prima, nel 1971, era stata fondata la Caritas Italiana, organismo pastorale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) per la promozione della carità. A volerne la nascita fu papa Paolo VI, nello spirito del rinnovamento avviato dal Concilio Vaticano II. Primo Presidente di Caritas Italiana fu Monsignor Giovanni Nervo.

All'atto della sua fondazione, la Caritas si propone di testimoniare “la carità della comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica” (art. 1 dello Statuto di Caritas Italiana).

La Caritas Diocesana e le Caritas Parrocchiali, quindi, sono l'espressione della prossimità nei confronti di coloro che soffrono, e diventano uno stimolo per le comunità ecclesiali disseminate sul territorio, affinché siano testimoni di carità evangelica.

La Caritas Diocesana si rivolge innanzitutto a tutte le persone e le famiglie in situazione di difficoltà e di bisogno, attraverso un primo ascolto e un servizio di orientamento, in rete e collaborazione con i Centri d'ascolto parrocchiali, i Servizi sociali comunali e le altre associazioni, ecclesiali o meno, presenti sul territorio. La Caritas Diocesana si rivolge inoltre alla comunità ecclesiale e alla comunità civile per evidenziare le situazioni di povertà e stimolare la solidarietà, sia all'interno della comunità locale che verso la comunità mondiale. In questa direzione vanno l'organizzazione di numerose iniziative tese all'integrazione sociale e culturale tra le diverse etnie presenti sul territorio, con incontri di formazione e informazione rivolti agli operatori Caritas e non solo, e con progetti d'inclusione sociale e lavorativa destinati ai cittadini stranieri.

La Caritas Diocesana si fa dunque promotore di azioni concrete, segno vivo e tangibile che nelle nostre società è possibile vivere secondo uno stile di vita contrassegnato dalla solidarietà, dalla condivisione e dalla sobrietà.

In particolare la Caritas di propone di Ascoltare le persone in difficoltà e quanti condividono la loro situazione, in modo da individuare i bisogni emergenti; Osservare quanto accade nella società, per cogliere nel loro sorgere le nuove situazioni di bisogno, valorizzando le risorse espresse dal territorio e favorendo la creazione di collaborazioni e di reti di servizi; Discernere quanto il Signore ci chiede, cercando di ispirarci al Vangelo della carità, per un servizio alle persone più attento ed efficace.

Altre tre parole-chiave all'interno della strategia operativa della Caritas Diocesana sono Servire, Accompagnare e Difendere.

Servire significa riconoscere e accogliere le domande di giustizia, di speranza, e cercare insieme delle strade, dei percorsi concreti di liberazione.

Accompagnare… perché la sola accoglienza non basta. Non basta dare un panino se non è accompagnato dalla possibilità di imparare a camminare con le proprie gambe. La carità che lascia il povero così com’è non è sufficiente. La misericordia vera, quella che Dio ci dona e ci insegna, chiede la giustizia, chiede che il povero trovi la strada per non essere più tale.

Difendere, perché servire e accompagnare vuol dire anche difendere: mettersi dalla parte di chi è più debole. Quante volte leviamo la voce per difendere i nostri diritti, ma quante volte siamo indifferenti verso i diritti degli altri! Quante volte non sappiamo o non vogliamo dare voce alla voce di chi ha sofferto e soffre, di chi ha visto calpestare i propri diritti, di chi ha vissuto tanta violenza che ha soffocato anche il desiderio di avere giustizia!

 

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