Progetto "1 ora x te"

Il Progetto “1 ora x te” nasce alla fine del 2010 da un’idea del nostro Vescovo Mons. Michele Seccia: quella d’istituire un fondo per cercare di dare a coloro che hanno perso il proprio posto di lavoro una piccola risposta ed un segno di speranza. In questo periodo, in cui la crisi economica sta esercitando i suoi effetti negativi sulle famiglie e sull'intera comunità civile, il progetto “1 ora x te” favorisce il reinserimento lavorativo dei disoccupati attraverso percorsi di formazione in azienda e sostiene il reddito delle famiglie in grave difficoltà economica.

 

Chi può aiutare

Tutti coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato, o sono occupati in qualsiasi altra forma (artigiani, commercianti, imprese, ecc.), possono contribuire ad integrare il fondo di “1 ora x te” versando una somma equivalente ad un’ora della propria retribuzione netta (possibilmente in maniera periodica oppure attraverso una donazione occasionale).

Il fondo – oltre alle donazioni degli aderenti, dei benefattori occasionali (parrocchie, associazioni, aziende, privati, ecc.) – si alimenta con un contributo annuale della Banca Popolare di Ancona che ha già stanziato la somma di € 5000. I versamenti saranno fiscalmente detraibili e vanno effettuati sul c.c. bancario intestato a Diocesi Teramo-Atri – “1 ora x te”, IBAN IT07D0530815300000000001000.

 

A chi è rivolto

Beneficiari saranno tutti coloro che a causa della crisi economica hanno perso il lavoro ed altre fonti di reddito. È necessario un colloquio preliminare presso il centro d’ascolto Caritas sito in via Veneto, 11 – Teramo (telefonare allo 0861-241427 per appuntamento).

Firmatari della Carta d'impegno sottoscritta il 22 dicembre 2010 da associazioni datoriali e sindacali, presso la sede di Confindustria, sono: Caritas Diocesana, Banca Popolare di Ancona, ACLI, UGL, CISL, CIG, Confindustria, CNA, Confcommercio, Confeuro e tutti coloro che, avendo sottoscritto la carta d’impegno “1 ora x te”, promuoveranno il progetto in modo capillare nelle proprie realtà con la piena consapevolezza che il lavoro è un diritto di tutti e che è dovere di ciascuno salvaguardarlo e tutelarlo rimuovendo gli ostacoli che ne impediscono l’inalienabilità.

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